Tra dire!”

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“Tradire” dal latino “Tradere” dare, consegnare, mettere in mano.

Composto da “trans” che sta per “oltre”, “al di là”, indicante trasmissione, e – dere - per “dare”, “consegnare”.

Nessuno vorrebbe essere tradito.

Tanti tradiscono.

 

 

 

Quando sei tradito:

non riesci a capire, cominci a domandarti come è stato possibile. Ma come? Sei sempre stato corretto, hai lavorato sodo per la famiglia; hai insegnato valori che incarnano la correttezza e l’umanità, eppure?

Eppure...

Sei stato tradito e sei stordito e non capisci più nulla , sei disorientato , impazzisci e non trovi uno straccio di ragione”

 

 

 

Come stai?

Stai male, ti tremano le gambe, non ti dai pace, il tempo non passa. Che fare?

Cerchi alleati, chiedi loro cosa fare, chiedi una ragione, vorresti essere sostenuto e protetto e invece ti senti che sei SOLO.

Sei solo nel tuo dolore e senti quel buco nell’anima che è sempre più grande e senza fine.

Continui nelle domande, ti ritrovi a pensare ossessivamente, non dormi più la notte, smani e ti giri e ti rigiri e non stai fermo. Provi a raccontarti delle bugie e qualche notte speri di cadere in un sonno così profondo che annulli la realtà, la cambi. Speri che quando ti sveglierai sia tutto come prima… e invece NO!

Tutto si ripresenta con forza e con un effetto devastante… non ce la fai più e hai necessità di sapere con chi te la devi prendere. Cerchi il colpevole e cominci ad esaminare ogni coriandolo della tua esistenza precedente e ogni segnale che forse potevi percepire e rivivi il film tuo e suo; vai avanti torni indietro, metti in pausa esamini tutto quello che è successo… ma che è successo?

Niente risposte, non ne vedi e nessuno ti riesce a dare una mano.

Quando è iniziato tutto? Come è iniziato? Ma tu dovevi dirmelo, dovevi dirmelo prima. Ma prima di che? C’è forse un minuto in cui scoppia tutto?

Forse se mi avessi avvertito potevo, potevamo far qualcosa!

 

 

 

Quando tradisci:

non riesci a capire, cominci a domandarti come è stato possibile. Ma come? Sei sempre stato corretto, hai lavorato sodo per la famiglia; hai insegnato valori che incarnano la correttezza e l’umanità, eppure?

Eppure...

Hai tradito e sei stordito e non capisci più nulla , sei disorientato , impazzisci e non trovi uno straccio di ragione o te ne racconti tante...”

 

 

 

Però sai una cosa.

Sei tu che tiri le fila. Hai la prerogativa della scelta e scegliere comporta delle responsabilità.

Come stai?

Ti senti solo, pensi che hai fatto bene e pensi che hai fatto male e poi quando non ce la fai più cerchi di non pensare…

Poi ti risvegli e senti chi ti dice: “ripensaci”, oppure “vattene” e sai che ora non è tutto più come prima.

Qualcosa si è rotto per sempre.

Se sei arrivato a questo punto c’è un motivo e cerchi di capire.

 

Tradito e traditore sono le due facce della stessa moneta.

Si tratta di un processo in cui la richiesta principale è la “fedeltà” in cambio di qualcosa. Per fedeltà intendiamo il rapporto esclusivo intimo con una persona ma in maniera bilaterale.

Rompere questa esclusività è una RIVOLUZIONE.

Si rompono schemi e routine che evidentemente per uno erano funzionale e per l’altro erano realtà non più tollerate.

Spesso si parla di “Fulmine a ciel sereno”, ed è proprio così perché raramente una coppia sceglierà contemporaneamente di separarsi.

Ci sarà sempre uno che “sceglierà” e l’altro che “subirà” la scelta.

Fondamentalmente è un processo di relazione dove c’è chi non ha detto e dove c’è chi non ha sentito.

La separazione è una possibilità che offre il tradimento specie se dichiarato.

E’ un evento difficilissimo da affrontare dove tutte le negatività vengono generalmente proiettate sul partener. Si colora tutto di frasi tipo “… è colpa sua”, “… non mi ha compreso”, “…sentiva solo se stesso”.

L’evidenza è che in una separazione ci sono aspetti del partner che si lasciano non solo brutti… ma anche belli.

La separazione è così difficile proprio perché chi lascia vive l’aspetto ambivalente della propria decisione e chi è lasciato vive una situazione di squalifica, non accettazione e svalutazione.

La crisi è però un momento che va rivalutato, significa avere una opportunità.

Chi lascia ricomincia.

Chi è lasciato ricomincia.

I costi di questo lasciare sono enormi ma con potenzialità notevoli.

Uscire da una separazione non è indolore e senza danni.

Restare in un rapporto per non deludere nessuno, per non far soffrire e far male a nessuno, significa avvelenare le relazioni piano, piano.

La misura dell’avvelenamento si evidenzierà nel tempo nella misura proporzionale a quanto questa sofferenza del restare genera giorno per giorno.

Il tradito si domanderà, cosa potevo fare?

Non c’è una risposta.

La convivenza è libertà.

Nel momento che si percepisce un obbligo è un campanello di allarme che va ascoltato.

La soluzione è la rottura od il riequilibrio delle forze in campo.

La separazione è probabilmente uno dei processi più dolorosi e creativi che gli individui di una coppia possano permettersi di vivere.

La “soglia del dolore” parallelamente alla “soglia del piacere”, si può abbassare talmente tanto che la garanzia di riuscita non è contemplata.

Sicuramente offre la capacità di re-sentire se stessi e le persone che ci stanno intorno. ci confronta con le nostre aspettative e ambizioni, offre la possibilità di domandarsi non più, solo le banalità ma vengono gettate in campo le risorse che ognuno può raccogliere e utilizzare come strumenti per poter di nuovo ri vivere in una dimensione più sintonica e nella possibilità di crescita.

 

Novembre 2009



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