"Certe volte pensi !?"

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Certe volte pensi di aver sbagliato tutto.

Dovresti mettere un po’ d’ordine nella tua vita; scremare certezze e coltivare amorevolmente i tuoi sogni.

Sembra tutto contro di te e ti accorgi che le molte relazioni che vivi sono fondamentalmente innaturali, funzionali ma non vere.

Da cosa nascono queste considerazioni?

 

Quando ero bambino, pensavo che il futuro sarebbe stato un continuo miglioramento della nostra condizione sulla terra, un’epopea di progresso; semplicemente pensavo che progredire fosse l’essenza della natura umana.

Oltre agli insegnamenti delle mie maestre, i bellissimi libri di fantascienza, classici non smaliziati, mi facevano immaginare una terra perfetta, tecnologica, una sorta di oasi cristallina. Le macchine più evolute avrebbero sostituito i lavori più faticosi a vantaggio delle nostre aspirazioni e della libertà.

 

La storia ci ha insegnato che il progresso è duro e difficile.

La via della civiltà è una strada non diretta e spesso è contorta.

Quando studiavo la storia mi chiedevo quanto fosse dura la realtà degli uomini delle caverne o degli uomini che erano trasformati in schiavi in un mondo nuovo.

Il progresso avrebbe risolto tutto ed il futuro sarebbe stato splendido; la miseria del mondo sarebbe sparita insieme a gran parte delle malattie grazie alla ricerca.

Un futuro di pace e solidarietà, opportunità e gratificazione per ogni uomo.

 

Ora sono un po’ più grande ma ho ancora questo sogno e la realtà non mi aiuta affatto a coltivarlo; facciamo questo esperimento:

sediamo sulla nostra poltrona, prendiamo il telecomando e sintonizziamoci sul prossimo telegiornale non prima di esserci sorbiti lo spot del mulino bianco, del telefonino che fa girare tutto intorno a te e del nuovo rasoio a quattro lame.

Ecco le notizie: disperazione…il pil non cresce più, ennesima esplosione di un kamikaze in medio oriente, terrore di attentati in occidente, neonato trovato nel cassonetto, il disoccupato che stermina la sua famiglia perché era depresso, banda di usurai pronti a venirti incontro!

 

La sensazione è di un mondo in frantumi senza un minimo di attenzione per il bene comune in un’ottica completamente egoista.

 

L’esperimento di immaginazione è un modo parziale di descrivere alcuni frammenti della nostra vita.

Frammenti si, ma metafora di un mondo dove il “buon senso” è assopito in barba alla solidarietà e ai valori come quello del donare.

Perché ancora si muore di fame?

Perché ancora bruciamo petrolio per utilizzi civili quando esistono possibilità ecologiche di conversione?

Perché pochi spicci per la ricerca?

 

Domande inutili?

 

Quando mettiamo in moto la nostra automobile stiamo soffocando pian piano il mondo ma se non lo facciamo, ci soffocherà il mutuo che non potremo pagare: un circolo vizioso che abbiamo il dovere morale di rompere.

Perché quell’ottica di consumare tutto e di più, quasi a riempire un vuoto che in fondo è quello di chi non ha più sogni veri, che non quelli indotti dall’ultimo spot che abbiamo appena visto in tv?

 

Abbiamo il dovere di ascoltare la nostra anima; la sua voce in questo momento è bassa, fioca. Ascoltare è soprattutto un esercizio di attenzione e rispetto, perché l’armonia della sacralità dell’esistenza, passa attraverso di noi che ne siamo testimonianza.

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· Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2011

 

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